Le spiagge di Leros

Un borgo di pescatori con le taverne sulla spiaggia, i vicoli in salita, le case bianche dalle porte azzurre. Un villaggio greco come ne rimangono pochi anche nel Dodecaneso. Ma basta fare poco più di tre km da Agia Marina per ritrovarsi in un quadro di De Chirico, davanti alle architetture razionaliste, al reticolo regolare delle strade, ai portici ariosi di Lakki. Schiacciata tra le più famose Patmos e Kalimnos, Leros è forse la più sorprendente isola del Dodecanneso, rimasta ai margini del turismo di massa ma proprio per questo affascinante.

Sulla costa est, ai piedi del Kastro, con il castello austero e i mulini a vento, ci sono i due borghi marinari di Agia Marina e Pandeli, uniti dal capoluogo Platanos, un grumo di case in salita, una piazzetta con il bel caffè sotto la pergola e la sede del municipio. Sulla costa occidentale, in fondo a un golfo molto profondo, Lakki era l’italiana Porto Lago, costruita negli anni ’30, monumentale nelle architetture che richiamano quelle di Sabaudia. Inaspettate e spiazzanti.

Nel resto dell’isola ci sono villaggi con case sparse sulle basse colline, grazie alla presenza di acqua che arriva dalle falde della vicina Turchia. Un’isola molto verde dove si produce anche il vino, in due piccole cantine, Isihos a Plefouti, e Iokalis a Smalou, con i filari che guardano il mare e l’uva che prende il profumo della macchia mediterranea.

Ma poi ci sono le spiagge, mai troppo affollate anche in piena estate. Proprio di fronte ad Agia Marina si aprono le calette di Dhyo Liskaria, con i caffè sulla spiaggia. Poco a sud di Pandeli c’è la lunga Vromolithos, sabbia e ghiaia su acqua trasparente. Per vedere il sole che entra nel mare, bisogna andare a Gurna, una lunga striscia sabbiosa sulla riva occidentale. Mentre per ascoltare solo il rumore del mare ci sono le appartate calette di Partheni, all’estremo nord.